
Le linee continue di Cesare Moncelli giocano con la reminescenza che possediamo del cinema, evocano il ricordo iconografico di pellicole leggendarie, di volti impressi nel fondo della memoria collettiva.
I suoi lavori riflettono attorno all'impossibilità ontologica della copia, mettono a nudo l'irriducibile originalità del gesto creativo che, partendo da un materiale statico ed immodificabile come il fotogramma, si manifesta nella forma del libero arbitrio - istintivo ed istintuale - entro uno sguardo sempre costante che si concretizza in uno Stile riconoscibile e personale.
Sono i volti ciò che si impone, linee essenziali che evocano le mitologie di Marylin Monroe e Audrey Hepburn, il disprezzo di Brigitte Bardot per Michel Piccoli nel capolavoro di Jean-Luc Godard o ancora la semplicità profonda di Roberto Benigni.
SEGNIDIFILM è un omaggio alla settima arte ed al suo pubblico chiamato all'esercizio della memoria, quasi a voler dire che oggi la cinefilia è patrimonio condiviso, accessibile ad ognuno perché in ognuno (oramai) connaturato.
Alessio Galbiati
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